Riviera Ristorante per Onnivori

Iniziare la stagione e fermarsi a meditare

Riviera rappresenta per GP Cremonini il ritorno alle origini e alla composta saggezza che segue il movimento: dall’amore per la musica e per la vita delle sue avventure parigine alla sua Venezia, città natale dove recupera dialetto e tradizioni. Qui sceglie la ristorazione in omaggio al bisogno mai sopito di accogliere amici e avventori con la sua visione del mondo lagunare.

GP ci parla di questo luogo e delle sue pietre, dei suoi orti e dei palazzi, lo fa attraverso i piatti che Samuele Silvestri, cuoco stabile al Riviera, crea rappresentando fedelmente il verbo del patron.

Mise en place

La carta racconta di uomini e artigiani, di piccoli produttori, di vini del territorio e di una tradizione locale che dev’essere sostenuta per non perdere la forza resiliente del tessuto sociale che consente alla città di vivere.

 

 

Radicchio tardivo, ristretto di precoce e alice marinata 

La cucina descrive una solida tradizione con spirito futuristico, quasi alla Veronelli, ovvero guardando ai cambiamenti, all’evoluzione di tempi e luoghi e da lì spiccando un balzo in avanti, rivedendo e adattando le sue misure nel rispetto della territorialità.

Triglietta, squame e spinaci croccanti

Il ristorante è un fulcro attorno al quale convergono gli appassionati del buon cibo. Ci si può trovare sia il pescatore sia l’attore, un proprietario di bacaro e la nobildonna inglese, accomunati dalla sacralità che GP assegna a l’ospite, chiunque esso sia!

  • Tartare di cappasanta con ribes fermentato e rabarbaro dolce, cialdine di Montasio e lingua di cappasanta (stella)

Una tartare di cappasanta che nasce da l’’incontro del pescato con un orto: così, attraverso la visione di un cuoco, prende forma e sviluppa aromi e sapori mai svelati. Ed è un’arte saper far vivere la cultura eno-gastronomica di un bacino etnografico davvero unico nel suo genere, abbracciando uno spazio che va dal lago di Garda sino alle coste adriatiche.

 

Wafer di granseola, carciofo e ristretto dei gambi

Pure il pane ha una sua storia: quello del Riviera ha avuto il suo battesimo con la tragica acqua alta del Novembre 2019, un evento eccezionale che ha messo a dura prova tutta la città. La pasta madre da cui proviene, tenuta in vita durante i giorni funesti, ha saputo raccogliere in sé tutta la forza della rinascita. 

Risi e bisi, ostrica e cren

Questo si esprime attraverso un piatto nato dalla necessità di donare forza e sostanza, per ricordare chi siamo e dove ci troviamo: gente di mare e di terre emerse, pazzi dotati di buonsenso, marinai e agricoltori. Ecco perché ai Veneti nulla è sfuggito e hanno sempre saputo adeguarsi agli eventi tenendo le porte aperte a Oriente.

 

La visione ludica dello chef esce da ogni piatto, trasformato e acculturato con innesti, visioni e contaminazioni. Samuele ci porta a sorridere ma con coscienza, per non dimenticare che il rispetto è la vera, unica chiave di lettura.

Da qui si guarda avanti, si fanno piccoli passi per non darsi limiti alla ricerca di equilibri tra usanze e contrasti. Per una cucina veneziana che cerca l’essenza e l’unicità della materia.

Riviera ci fa entrare in osmosi con Venezia, basta farsi prendere per mano da GP con le sue citazioni mai banali, le sue frasi dotte ma semplici e chiarificatrici. Un locale sa nutrire anima e corpo.

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